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Dal funziona al come integriamo gli AMR davvero?
Dopo il successo degli AMR Day 2025, KUKA e NEXMAN hanno scelto di evolvere il format, portando l’innovazione vicino alle aziende, nei luoghi dove i progetti prendono forma. Non una vetrina tecnologica, ma un momento di confronto su ROI, scalabilità e integrazione reale.
Uno dei messaggi più chiari emersi durante l’evento è stato il cambio di prospettiva del mercato.
Come ha sintetizzato Dino Ravanelli, CEO di NEXMAN:
«Fino a poco tempo fa la domanda era: “Gli AMR funzionano?”. Oggi la domanda è: “come li integriamo in modo scalabile nel nostro processo?”. La tecnologia è matura, il mercato ha superato la fase di curiosità. Il vero tema è integrazione e ROI.»
Significa che le aziende stanno smettendo di considerare gli AMR come progetti pilota e iniziano a inserirli in una visione sistemica di fabbrica, dove logistica, produzione e sistemi IT dialogano in modo strutturato.
«Gli AMR non stanno sostituendo persone, stanno ridisegnando i flussi. Chi li considera ancora un progetto sperimentale rischia di rimanere indietro.»
Il mercato cresce, ma serve una visione progettuale
Paolo Vaniglia, Head of AMR EMEA di KUKA, che ha contestualizzato il tema partendo dai dati di mercato:
«Le analisi dal 2023 al 2025 confermano un trend di crescita costante, sia nel material transportation sia nell’order fulfillment.
È un segnale chiaro: la robotica mobile è una risposta concreta a esigenze reali.»
È in questo scenario che KUKA ha costruito un portfolio AMR orientato all’applicazione, sviluppato insieme a partner integratori come NEXMAN.
Non singoli prodotti, ma soluzioni pensate per coprire l’80% degli use case già oggi, con un’evoluzione continua prevista nei prossimi anni.
Un approccio che si riflette anche nelle applicazioni presentate: AMR per il trasporto pallet, soluzioni con robot collaborativi integrati, applicazioni di machine tending, packaging e intralogistica avanzata.
Un’anticipazione che guarda anche al futuro, con un chiaro rimando a LogiMAT 2026, dove KUKA presenterà ulteriori evoluzioni, inclusi AMR forklift e counterbalance, ampliando ulteriormente lo spettro applicativo.
La tecnologia non basta
Uno dei momenti più apprezzati della giornata è stato l’approfondimento sugli aspetti progettuali spesso sottovalutati.
Perché un AMR non lavora nel vuoto: lavora nell’ambiente.
«Se l’AMR crea la mappa, l’ambiente diventa il suo strumento di lavoro», ha spiegato Paolo Vaniglia. «Per questo, la progettazione non parte dal robot, ma dal contesto in cui deve muoversi.»
Dalla condizione del pavimento alle pendenze, dalla gestione delle aree di stock al centro di gravità dei carichi, ogni dettaglio ha un impatto diretto su sicurezza, prestazioni e affidabilità.
Non si tratta di limiti, ma di variabili da governare.
Un esempio concreto? La tecnologia SLAM consente agli AMR di adattarsi, ma richiede coerenza nel layout. Aree che cambiano continuamente, superfici trasparenti o ambienti estremamente umidi possono influenzare la precisione di navigazione.
La risposta non è “non si può fare”, ma progettare correttamente, spesso con piccoli accorgimenti fisici o software.
Integrare gli AMR significa progettare il cambiamento
Accanto alla visione strategica e tecnologica, durante AMR Across Italy è emersa con forza anche la dimensione business e consulenziale dell’adozione degli AMR.
Un aspetto sottolineato da Alberto Mannini, Business Developer di NEXMAN, che ha riportato il confronto su un piano estremamente concreto:
«Quando parliamo di AMR, il vero valore non è nel singolo robot, ma nella capacità di inserirlo in un processo che funzioni oggi e sia scalabile domani.
Ogni progetto nasce da un’analisi dei flussi, dei colli di bottiglia e degli obiettivi di business: solo così la tecnologia diventa un acceleratore reale di efficienza.»
Secondo Alberto Mannini, il successo di un progetto di robotica mobile dipende dalla qualità della fase iniziale, dove logistica, IT e operations devono parlare la stessa lingua:
«Le aziende che ottengono risultati sono quelle che affrontano l’AMR come un progetto di trasformazione, non come l’introduzione di una nuova macchina.
In questo percorso, il ruolo dell’integratore è proprio quello di accompagnare il cliente nelle scelte giuste, evitando soluzioni sovradimensionate o poco allineate al ROI.»
Un ecosistema che fa la differenza
Il successo della giornata di Capannori (LU) è stato possibile grazie a un ecosistema di competenze che ha lavorato in modo sinergico.
Un ringraziamento particolare va a NEXMAN, Sanmarco Informatica e Gamma Informatica, che hanno contribuito a rendere il confronto ricco, concreto e orientato alle reali esigenze delle aziende manifatturiere.
La presenza della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha inoltre rafforzato il legame tra ricerca, innovazione e applicazione industriale, offrendo una prospettiva fondamentale sul futuro della robotica mobile e dell’intelligenza artificiale applicata alla logistica.
Il viaggio continua
AMR Across Italy non si ferma a Capannori (LU).
Il percorso prosegue con una nuova tappa, pensata per continuare il dialogo tra tecnologia, integrazione e casi reali.
📍 Prossimo appuntamento: 31 marzo 2026 – ERREVI Automation
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Perché oggi la domanda non è più se adottare gli AMR, ma come farlo nel modo giusto e con la velocità richiesta dal mercato.