Tempo di lettura: 5' minuti
Il contributo di KUKA: soluzioni concrete per la formazione
Durante il webinar, Tommaso Buselli (Inside Sales, KUKA) ha presentato il portfolio dedicato all’education, con un obiettivo preciso: offrire strumenti che permettano agli istituti di introdurre la robotica in modo semplice, strutturato e scalabile.
Uno dei punti centrali è la crescita del mercato della robotica educativa, trainata da:
- diffusione delle discipline STEM
- integrazione dell’intelligenza artificiale
- aumento di laboratori e spazi didattici
- necessità di competenze tecniche immediatamente applicabili
In questo contesto, emerge chiaramente come le scuole siano sempre più orientate verso tecnologie industriali reali, evitando soluzioni puramente didattiche o semplificate.
KUKA Education Cell: il cuore dell’offerta
Al centro della proposta KUKA si trova la KUKA Education Cell, progettata per semplificare al massimo l’integrazione della robotica in aula.
Si tratta di una soluzione:
- ready-to-use, già configurata
- standalone, senza necessità di integrazione complessa
- certificata CE, adatta a contesti educativi
- modulare, espandibile con diversi pacchetti applicativi
L’obiettivo è chiaro: ridurre al minimo il tempo di installazione e permettere ai docenti di concentrarsi direttamente sulla didattica.
Dal punto di vista tecnico, la cella include un robot industriale (KR4), controllore di nuova generazione, smartPAD e sistema operativo iiQKA.OS2, oltre a strumenti per esercitazioni pratiche come pick and place, pallettizzazione e logiche base di automazione.
Formazione completa: hardware, software e contenuti
Uno degli elementi distintivi è l’integrazione tra tecnologia e contenuti didattici. KUKA non si limita a fornire il sistema fisico, ma affianca:
- programmi preconfigurati
- materiali didattici strutturati
- percorsi pensati per docenti e studenti
Questo approccio risponde a una delle principali criticità del settore: la difficoltà di avviare percorsi formativi concreti senza un supporto metodologico.
Un ruolo centrale è giocato poi dalla simulazione attraverso KUKA.Sim. Il software consente:
- programmazione offline
- creazione di un digital twin del robot
- utilizzo su PC senza necessità della macchina fisica
Questo permette di aumentare il numero di studenti coinvolti e di lavorare su progetti anche in assenza del robot, mantenendo coerenza con le tecnologie utilizzate in ambito industriale.
Il punto di vista di Alfadom: esperienza sul campo
Accanto alla visione tecnologica di KUKA, l’intervento di Veronica Di Nucci (Alfadom) ha portato un punto di vista operativo, basato sull’esperienza diretta come system integrator.
L’obiettivo di Alfadom consiste nel trasferire il know-how industriale direttamente agli studenti, riducendo il gap tra teoria e pratica.
Alfadom ha portato, infatti, diversi esempi concreti di installazioni in istituti tecnici e scuole, dove gli studenti lavorano su:
- pick and place
- pallettizzazione e depallettizzazione
- gestione delle traiettorie
- applicazioni base e avanzate
Le attività non sono simulazioni astratte, ma esercitazioni direttamente collegate a processi reali, spesso analoghe a quelle utilizzate in contesti B2B.
Un aspetto rilevante riguarda il supporto alle scuole, che non si limita alla fornitura della soluzione. Alfadom affianca gli istituti in tutte le fasi:
- definizione della soluzione più adatta
- supporto nelle procedure (inclusi contesti pubblici e procurement)
- formazione dei docenti
- assistenza post-vendita
L’obiettivo è evitare che l’investimento rimanga inutilizzato e garantire un reale impatto didattico nel tempo.
Conclusioni
Il webinar evidenzia chiaramente un punto: portare la robotica nelle scuole non significa solo installare un robot, ma costruire un ecosistema.
KUKA e Alfadom propongono un modello che integra:
- tecnologia industriale reale
- strumenti digitali avanzati
- contenuti formativi strutturati
- supporto continuo
La robotica non è più un tema futuro per la didattica, ma una necessità presente.
Le esperienze condivise dimostrano come sia possibile trasformare laboratori scolastici in ambienti formativi realmente connessi all’industria, riducendo il divario tra formazione e lavoro.
In questo scenario, la collaborazione tra tecnologia (KUKA) e integrazione applicativa (Alfadom) rappresenta un modello efficace per accompagnare scuole e università in un percorso di innovazione concreto e sostenibile.